Palazzo Castellani de’ Sermeti
Corso Castelvecchio 25, Verona

All’incrocio con Castelvecchio, la facciata di Palazzo Castellani di Sermeti suggerisce nobiltà, ma è solo varcando la sua soglia che si rivela lo stupore di una dimensione sospesa. Questa dimora storica, sorta su fondamenta tardo-medievali e plasmata nei secoli da illustri famiglie come i Dondonini, i Maffei e i Canossa, racconta l’evoluzione del gusto veronese attraverso i millenni.
Il cuore architettonico del palazzo risplende nel progetto settecentesco di Luigi Trezza: un monumentale androne scandito da colonne ioniche e un maestoso scalone a tenaglia conducono agli spazi di rappresentanza. Qui, tra frammenti di affreschi rinascimentali della bottega dei Ligozzi, la luce gioca con le forme classiche, creando un’atmosfera suggestiva che trasforma l’atrio in un accogliente salotto per incontri e convivio.
Il vero segreto del palazzo è però il suo giardino, nato nei secoli come orto sulla riva dell’Adigetto, un angolo inatteso che cancella il rumore del centro città. Progettato con sapiente equilibrio, il parco conserva intatta la sua bellezza, con le fioriture rigogliose, la grotta e il tradizionale berceau, il pergolato che invita alla sosta. Tra gli alberi ultracentenari c’è un cedro deodara, ultimo rimasto di tre che la tradizione vuole piantati da Radetzky, che ha a lungo abitato nel vicino Palazzo Carli. I muri, come una vera e propria galleria a cielo aperto, custodiscono una preziosa collezione di immagini sacre e reperti antichi incastonati nella pietra.


Oltre al giardino principale, il complesso svela un secondo cortile interno, più intimo e raccolto, dove l’arredo ricercato e la cura del dettaglio confermano la filosofia della famiglia Castellani di Sermeti: abitare la storia con discrezione e buon gusto.



