Giardino della Provvidenza
Alto San Nazaro 1, Verona

C’è un giardino davvero speciale in Alto San Nazaro: qui vive un albero con le radici rivolte in sù, verso il cielo. Si trova nella Casa delle Povere Serve della Divina Provvidenza, che ospitava fino a poco tempo fa un bell’asilo per l’infanzia.
La cappella della comunità è dedicata a Santa Toscana, perché la casa è stata edificata proprio sopra al luogo in cui tradizionalmente si veniva a pregare la santa, benefattrice di tutta la città e dei pellegrini, ora sepolta nella Rettoria di Porta Vescovo.
Nella storia della congregazione – nata nel 1910 – ci fu un periodo in cui le suore erano ospitate nella vicina casetta dei Giusti, che venne allora chiamata scherzosamente la Casa dell’Orio perché in quel piccolo spazio c’era proprio tutto: oratorio, ricreatorio, laboratorio, refettorio e dormitorio. La residenza attuale fino a non molto tempo fa era conosciuta da tante famiglie soprattutto perché ospitava un bell’asilo per l’infanzia.
La prima sensazione che si avverte entrando è che… quasi manca il fiato. Sarà per la gentilezza delle sorelle che vivono nella struttura, sarà per l’altezza della roccia sottostante che scende a piombo per 50 metri senza che nulla, nemmeno una sporgenza, attenui un’ipotetica caduta… sarà – soprattutto – per la splendida vista sulla città che è possibile ammirare da qui.
Il giardino si compone di varie aree: frutteto, uliveto, meraviglioso roseto, angolo per la devozione, spazio per il compost. Altre altre parti, molto frequentate quando c’era l’asilo, sono ancora in fase di risistemazione. Esse infatti sono state danneggiate dalla tempesta dell’agosto 2020, che ha fatto disastri qui come ne ha fatti nel sottostante Giardino Giusti.


Gli alberi sono caduti in ogni direzione, solo la statua della Madonna è rimasta intatta al suo posto. Un miracolo?
La necessità di rimettere mano allo spazio è stata tuttavia trasformata in un’occasione, per ripensarlo da capo. Dei 17 grandi alberi piantati negli anni Cinquanta è rimasto solo un grande cedro e il tronco di un altro cedro, rimesso in piedi… ma a testa in giù.



