Chiostro di Santa Maria delle Vittorie
Lungadige Porta Vittoria 41, Verona

Non sono pochi i danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale alla città. La perdita della chiesa di Santa Maria della Vittoria Nuova – la cui sacrestia ospitava il Compianto sul Cristo morto di Paolo Veronese – si annovera purtroppo tra questi.
Il luogo di culto, conosciuto anche come Santa Maria delle Grazie, si trovava nel quartiere di Veronetta, a pochi passi dal fiume, abbinata a un convento. Oggi il complesso non esiste più, ma un piccolo e graziosissimo chiostro ci ricorda la sua presenza. Lo spazio è a tal punto ad classico, nella sua forma, da potersi considerare iconico: ha una pianta rettangolare, sobria ed elegante, ed è circondato da un portico, scandito da nove colonne di ordine corinzio, che sorreggono sette campate, coperte da volte a crociera.
Oggi il chiostro – nonostante gli anni bui del conflitto e le macerie – è un posto vivo. Alla fine del Novecento la struttura è stata restaurata e destinata all’ateneo, che ha insediato qui gli uffici e le aule del Dipartimento di Scienze UmanE. Un pannello ricorda l’originale collocazione dell’opera del Veronese, che per fortuna è riuscita a salvarsi e si trova esposta al Museo di Castelvecchio.
Lo spazio aperto centrale, un tempo votato al silenzio claustrale, è oggi un giardino rigoglioso e vibrante. Il cuore della corte è un antico pozzo in pietra, incorniciato da un arco fiorito di rose rampicanti color magenta. Tutt’intorno, tra vialetti in ciottolato, crescono cespugli di rose rosse e siepi modellate, mentre grandi esemplari di oleandro aggiungono una nota mediterranea al cortile. All’ombra delle volte passeggiano e chiacchierano gli studenti.

