Museo degli Affreschi ‘G.B. Cavalcaselle’ alla tomba di Giulietta
Via Luigi Da Porto 5, Verona

Il Museo degli Affreschi è stato inaugurato nel 1975 all’interno del complesso di San Francesco al Corso, eretto nel 1230 per i monaci francescani. La sua storia è stata davvero travagliata: dai frati passò alle monache, poi venne soppresso, poi ancora accolse le donne in difficoltà – ex prostitute, mogli abbandonate, ragazze senza dote, venivano chiamate “le franceschine”.
Nel Seicento un fulmine colpì la polveriera collocata poco distante, nella Torre della Paglia, e venne pesantemente danneggiato dall’esplosione. Nell’Ottocento venne requisito dai francesi e destinato ad usi militari. Nel Novecento accusò i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
L’elemento che oggi rende questo luogo particolarmente attrattivo però non è il passato della comunità religiosa o i disastri a cui è sopravvissuto, quanto il fatto che nel suo perimetro si trovi la presunta tomba di Giulietta Capuleti, o meglio, di entrambi gli amanti protagonisti della tragedia shakespeariana. Nel cortile è collocato da tempo immemore un sarcofago di marmo rosso, che a inizio Ottocento divenne meta di un culto vagamente superstizioso, tanto che spesso i visitatori ne asportavano delle porzioni, come fossero reliquie. Nel 1910 – a suggellare formalmente la tradizione – venne collocata nel sito una statua di William Shakespeare, opera dello scultore Renato Cattani: oggi il mezzo busto è ancora qui, protetto dall’edera.
Nel 1938 il responsabile dei musei cittadini, Antonio Avena, ottenne dal Ministero dell’Educazione Nazionale l’approvazione per trasformare lo spazio della sepoltura, per renderlo più suggestivo e più vicino alle aspettative dei turisti. L’insediamento del Museo degli Affreschi avvenne qualche decennio dopo, insieme all’intitolazione in memoria di Giovanni Battista Cavalcaselle, storico dell’arte attivo nell’Ottocento, considerato tra i fondatori della critica moderna, esperto e innovatore nelle tecniche del restauro.
La struttura si snoda attraverso due chiostri che collegano idealmente il presente al passato. Il primo ambiente che accoglie il visitatore è dedicato alla contemporaneità: qui la verticalità solenne di altissimi cipressi e il verde brillante degli oleandri in vaso incorniciano le sculture moderne, tra cui spicca l’opera A cuore aperto di Piera Legnaghi, creando un dialogo suggestivo tra l’antico rigore conventuale e i nuovi linguaggi artistici.
Proseguendo, si accede al secondo chiostro, quello del mito, che conserva un fascino squisitamente romantico. In questo spazio, circondato dal porticato, il verde è protagonista di una scenografia curata nei minimi dettagli: una pavimentazione a raggiera in pietra chiara si alterna a riquadri di prato inglese, mentre basse siepi definiscono i vialetti che convergono verso l’antico pozzo centrale in ferro battuto. L’elemento più iconico è l’abbraccio dei maestosi glicini che corrono lungo il porticato, lasciando ricadere i loro grappoli lilla tra le arcate. In occasione di Giardini Aperti, il Museo degli Affreschi si rivela così come un’oasi dove la natura e la pietra si fondono per raccontare la resilienza della storia veronese e l’immortalità del sentimento.

