Dogana di fiume

Via Dogana 6, Verona

Via Dogana 6 - Dogana di fiume

Durante la dominazione veneziana, Verona assunse un ruolo decisamente importante nei confronti della Serenissima. Essa infatti divenne un punto d’accesso fondamentale per il commercio e per il controllo delle merci che scendevano fino al mare, lungo le rive dell’Adige.

La Dogana di fiume, collocata alle spalle della Chiesa di San Zeno, venne costruita a questo scopo. La sua edificazione fu rapidissima: progettata dall’architetto Alessandro Pompei, venne completata in meno di un anno, tra il 1745 e il 1746.

Altrettanto rapidamente divenne un caso politico: il Consiglio Cittadino l’aveva finanziata segretamente e l’aveva voluta in grande stile. A Pompei era stato chiesto di disegnare un’opera magnifica, che avrebbe dovuto lanciare un messaggio chiaro, nemmeno troppo implicito: Verona è perfettamente in grado di gestire in autonomia i propri affari.

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La Repubblica si infuriò per questa audacia, soprattutto a causa di un’iscrizione incisa sopra al porticato, che rivendicava il merito della costruzione alla sola città scaligera, ignorando del tutto l’autorità lagunare. 

L’attività della dogana venne avviata quando il commercio fluviale iniziava a declinare, per questo lo spazio venne a lungo dimenticato dagli abitanti.

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Oggi per fortuna vive una seconda giovinezza: è diventato l’approdo dei canoisti e accoglie il Museo dell’Adige, realizzato dall’Associazione Corte Dogana insieme all’Istituto Salesiano Don Bosco. Qui si può ripercorrere la storia del corso d’acqua attraverso le fotografie d’archivio e le testimonianze degli atleti del club. 

Dentro il vecchio edificio cresce un grande noce, e qua e là si incontrano piante in vaso come tronchetti della felicità e belle edere tappezzanti. Gli scalini che digradano verso la corrente sono circondati dalla flora e dalla fauna rivierasche.

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