Bastione campagna
Via Alessio Tramello 7, Piacenza

Come può esistere nel piatto orizzonte padano un parco sopraelevato? La particolarità del silenzioso angolo verde situato in cima al Bastione è proprio questa: a fare da quinta non ci sono case e palazzi, ma direttamente il cielo. Lo sguardo può spaziare aperto.
Il bastione fa parte della cinta edificata nel 1525 per volere di Papa Clemente VII de’ Medici, che entrato in possesso di Piacenza ritenne opportuno potenziarne il sistema difensivo. Circondò il nucleo abitato con un muro a scarpata alto circa 15 metri, dotato di bastioni affinché potesse più facilmente assorbire l’urto dei proiettili sparati con forte intensità. Una ventina di anni dopo Pierluigi Farnese fece realizzare la cosiddetta tagliata, ovvero liberò da alberi e costruzioni lo spazio attorno alla cinta. Profonda un miglio, la tagliata obbligava le artiglierie nemiche ad uscire allo scoperto per attaccare, trasformandole così in più facili bersagli.
Da quella volta la città non fu mai più espugnata. Benché oggi sia improbabile veder arrivare dalle campagne truppe a cavallo e carri carichi di archibugi, l’intervento conserva la sua utilità, offrendo prospettive inaspettate, sugli orti coltivati dai Cosmonauti, nel vicino frutteto di Santa Maria di Campagna, e oltre la strada, fino all’argine del fiume Po.
In occasione di Interno Verde 2026, questo luogo solitamente tranquillo e solitario, si apre alla socialità e alla musica, grazie al progetto di rigenerazione urbana temporanea organizzato dal festival dei giardini segreti insieme ad Arci Piacenza.

