Tutti i giardini che aderiscono a
Interno Verde Mantova 2023
Sopraelevato
La prima grande curiosità di questo giardino è il fatto di essere sopraelevato. Come è possibile?
Il Gesuita
Possibile che in una piccola frazione come Borgo Angeli si siano succedute così tante confraternite religiose?
Acquatico
In questa variopinta oasi vegetale si è scelto di far dialogare l’artificio con la natura, come è ovvio che sia in qualsiasi insediamento umano, optando per l’intervento meno invasivo, a discapito magari della comodità.
Nuovo Parco Te
Da quando è stato annunciato pubblicamente, il rifacimento del parco di Palazzo Te non ha mancato di suscitare forti emozioni: curiosità e stupore per la grandiosità del progetto, critiche e apprezzamenti.
Asilo Emi Kelder
Nel cuore dell’antica città romana, a due passi dal Duomo, tra anziani mattoni e vicoli si nasconde un piccolo ma importante spazio verde: è il giardino dell’asilo nido dedicato al filantropo Emi Kelder. Che strano nome!
Grande!
Passeggiando per la città si ha la tendenza a immaginare lo spazio urbano come uno spazio pieno, denso, soprattutto a Mantova.
A Belfiore
Gaiezza e terrore possono convivere? Più spesso di quanto si creda. Il quartiere di Belfiore condensa nel proprio nome un’anima duplice.
Borgo Angeli
L’anima più antica e genuina di Borgo Angeli si allarga, respira e trova forma in questo giardino familiare, accogliente e incredibilmente equilibrato. Ovvero?
Villa Margherita
Tra le architetture più caratteristiche di Borgo Angeli spicca senza dubbio Villa Margherita, la cui facciata monumentale – collocata in fondo al vasto giardino – non può che suscitare curiosità e meraviglia nei tanti automobilisti di passaggio lungo la strada provinciale che collega il quartiere al centro città.
L’affresco
In alcuni quartieri i giardini sembrano rincorrersi, frantumarsi e ricomporsi tra vecchie e nuove spartizioni catastali.
Fico sospeso
Ad anticipare la presenza di questo antico giardino ci pensa, già dalla strada, la bella decorazione in foglie di vite che incornicia l’ingresso.
Riunione di agrumi
Fino agli anni Cinquanta al posto di questo curato giardino crescevano le verdure. Qui infatti era situata l’ortaglia di famiglia, compresa in una vasta area che da via Conciliazione, dove si trovava la casa, si estendeva fino alle carceri.
Convento delle Suore Oblate
La storia del convento del Gradaro è accidentata ma a lieto fine. Qui si edificò nel 1230 – per volontà di Clermonda e Clara, giovani nobili e devote – un piccolo oratorio, denominato Santa Maria del Camposanto, nome che pare ispirato alla sepoltura di San Leongino.
Orto Carolingio
Tra le chiese mantovane Santa Maria del Gradaro è forse la meno appariscente. Sembra arretrare rispetto alla città, aver voglia di stare per conto suo, in compagnia di chi la sa apprezzare.
Casa Ferrarini
Il giardino di via Tito Speri 30 ha piccole dimensioni ma un grande fascino, perché mescola la storia alla quotidianità, le colonne in pietra al canestro appeso per i figli o per i nipoti.
Palazzo Taraschi
All’interno di Palazzo Taraschi, conosciuto anche come Casa Malatesta, cresce un giardino condiviso.
Convento di San Francesco
Il chiostro di San Francesco, silenzioso e raccolto, appartiene a un complesso conventuale davvero importante per Mantova, profondamente connesso alle vicende dei suoi governatori.
Villa Angela
Villa Angela ha una storia curiosa, determinata da improbabili coincidenze che – osservate attraverso le lenti del celebre psichiatra Carl Gustav Jung – si potrebbero ritenere tutt’altro che casuali…
Ex Locanda Rinascita
Il giardino di via Concezione 4 non è sempre stato un giardino. Anticamente si crede possa essere stato il chiostro di un convento, come suggeriscono gli archi della loggia, che proseguono tamponati lungo il muro di cinta.
Casa Maria Clotilde
Capita talvolta che qualche anziano mantovano parli di via Conciliazione pronunciando un termine desueto, vagamente dialettale e suggestivo: Breda dell’acqua, nome che indica uno spazio ampio e libero vicino all’acqua, da coltivare o da urbanizzare.
Casa Rimini Gallico
Il sapore di questo giardino è antico e dolce. Sa di chiacchiere al tramonto, di bambini che giocano a nascondino tra i cespugli e dietro le colonne, di racconti che si tramandano e di sigarette fumate all’ombra.
Il Campanile
Questo piccolo giardino nasconde un grande e vistoso segreto.
Archivio di Stato
Tra via Dottrina Cristiana e via Roberto Ardigò si trova un ampio giardino, la cui storia si dipana anch’essa curiosamente tra religione e formazione, determinata dalla influente presenza dei gesuiti e dallo sviluppo della prima università, che il filosofo positivista Ardigò frequentò da studente prima, e da docente poi.
Parco Andreas Hofer
Tra i parchi cittadini quello dedicato ad Andreas Hofer, nel cuore del quartiere di Porta Giulia, è tra i più recenti, e probabilmente il più curioso. Esso infatti è stato realizzato negli anni Ottanta, per ricordare il comandante tirolese condannato a morte per volere di Napoleone, nel 1810.
Orti sociali di Porta Giulia
Quando lo scrittore Charles Dickens soggiornò a Verona, trovò il tempo per una piccola gita. Scriverà nelle sue memorie di essere arrivato «at the rusty gates of the stagnant Mantua», ovvero: alle porte arrugginite della stagnante Mantova.
Casa Circondariale
Quando si pensa agli orti segreti di Mantova il pensiero corre immediatamente ai conventi e alle produzioni monastiche, a una tradizione antichissima di silenzio e contemplazione mistica. In realtà l’orto più inaccessibile della città è decisamente più giovane e animato.
Palazzo Soardi
Palazzo Soardi, successivamente noto come Taxis della Torre, nacque tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento come dimora patrizia, atta a ospitare l’importante famiglia bergamasca a cui i Gonzaga avevano affidato significativi incarichi pubblici e ruoli di rilievo.
Nel Vecchio Macello
Quante anime può avere un giardino? Di solito la sua personalità rispecchia quella del giardiniere: può essere espansiva o timida, rigorosa, esuberante, nostalgica, avanguardista, esagerata o minimalista. Ma quando i giardinieri sono 33 cosa succede?
Micropaese
Un paese affacciato su un giardino. Questo è l’effetto che fa entrare all’interno della vasta area verde del condominio San Giovanni, punteggiata da grandi e profumati cespugli di ginepro, modellati come inconsueti parallelepipedi.
Casa del Mantegna
Bastano sette anni a imprimere un’impronta indelebile nella toponomastica cittadina? Certo, se ti chiami Andrea Mantegna.
Palazzo Barbetta
Se in vicolo Albergo non ci sono alberghi, come mai si chiama così? In verità l’albergo c’era, ed era il più lussuoso dell’intera città, ma per scoprirlo bisogna entrare all’interno del maestoso palazzo rosso pompeiano affacciato su via Cavour.
Civici molteplici
A due passi dalla casa di Andrea Mantegna, nell’antica contrada di San Sebastiano, si trova un bel giardino, soleggiato e tranquillo. Il posto ideale per leggere e riposare.
Casa Nuvolari
Un villino giallo. Semplice, no? Ci si potrebbe camminare davanti cento e altre cento volte senza notare nulla.
La Zecca dei Gonzaga
Nell’anno che la città di Mantova dedica al genio di Giulio Romano – talentuoso allievo di Raffaello Sanzio, invitato a presiedere alle architetture e alle arti presso la corte dei Gonzaga – poter visitare il giardino di via Chiassi 38 rappresenta un’opportunità preziosa.
Casa Beata Osanna
Il giardino di Casa Andreasi, per essere apprezzato fino in fondo, ha bisogno del silenzio. Si tratta infatti di uno spazio votato alla meditazione, alla preghiera e alla contemplazione.
Palazzo Bonazzi Polacco
Il giardino di Palazzo Bonazzi Polacco non è timido e nemmeno riservato: chiunque attraversi il ponte di via Massari non può evitare di lanciare un’occhiata ammirata al grande albero di cachi che si sporge verso il rio a salutare i passanti.
Rustico
C’è sempre un buon motivo per esplorare e provare a capire la storia e il significato di un giardino nascosto tra le vie e i vicoli del centro.
Palazzo Castiglioni
Palazzo Castiglioni, costruito in epoca medievale e sormontato dai caratteristici merli ghibellini, è famoso per essere una delle residenze nobiliari più antiche della città. Secondo l’opinione comune fu costruito e abitato dai Bonacolsi, ovvero dalla famiglia che per prima dominò e guidò la città, spodestata nel 1328 da Luigi Corradini di Gonzaga.
Giardino dei Semplici
Dei tanti spazi verdi che impreziosiscono il “palazzo in forma di città” conosciuto come Palazzo Ducale, magnificente residenza dei Gonzaga dal 1328 al 1627, il Giardino dei Semplici è il più antico.
Chiostro di San Barnaba
Raccolto e silenzioso, il chiostro di San Barnaba affonda le sue radici nel passato remoto della città. Al culto dell’apostolo – conosciuto inizialmente come Giuseppe di Cipro, predicatore compagno di San Paolo e martire – fu dedicato un oratorio già nell’860, ma in un sito diverso da quello attuale.
Sereno Soggiorno
Dalla Minestra dei Poveri alle ricette filippine, dai giochi dei bambini alle attività ricreative per gli anziani: si trova davvero di tutto nel parco della casa albergo Sereno Soggiorno, anche un banano!
Ex Ortaglia
Come ad Alice basta un passo per cadere nella tana del Bianconiglio e approdare magicamente in un’altra dimensione, in piazza Polveriera basta sorpassare il cancello e il giardino fiorito di una insospettabile villetta per finire all’interno di un bosco misterioso, fitto e piacevolmente inquieto, ampio ma non illimitato, circondato da un muro.
Casa Scarpari Forattini
Su palazzo di via Mazzini 20 non ci sono molte notizie, probabilmente si può attribuire a Cesare Scarpari Forattini, dottore in legge, alla cui memoria il figlio Virgilio volle dedicare una fondazione creata per accogliere, nella loro villa in campagna a San Silvestro, gli anziani più fragili o in difficoltà.
Giardino segreto
Per accedere al giardino segreto, bisogna oltrepassare l’appartamento segreto. Ovvio, no? Questo spazio fu progettato da Giulio Romano per Federico II, tra il 1530 e il 1534.
Giardino dei Sensi
Le serre, i cosiddetti giardini d’inverno, sono state inventate dell’uomo per permettere alle piante più fragili di sopravvivere ai mesi più freddi. Questo storicamente è il loro primo compito, certo. Di recente però hanno cominciato a sperimentare altre funzioni, diverse ma non troppo.
Giardino dell’Esedra
Palazzo Te è l’opera più grande e importante realizzata da Giulio Romano a Mantova: fu costruito su un’isola alle porte della città per volere di Federico II Gonzaga, tra il 1525 e il 1535, e successivamente ampliato da Vincenzo I.
Palazzo Magnaguti
Questo bel palazzo si nota solitamente passeggiando lungo via Giulio Romano per l’elegante balcone angolare, abbellito dalla ringhiera in ferro battuto decorata con motivi floreali, e le tre piccole pigne a marcare gli angoli.