{"id":26142,"date":"2025-04-19T08:30:35","date_gmt":"2025-04-19T06:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/internoverde.it\/?p=26142"},"modified":"2025-04-26T15:25:39","modified_gmt":"2025-04-26T13:25:39","slug":"istituto-farina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/istituto-farina\/","title":{"rendered":"Istituto Farina"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;1px||3px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_5,3_5&#8243; use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;1&#8243; make_equal=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_color=&#8221;#f2f2f2&#8243; width=&#8221;100%&#8221; max_width=&#8221;2560px&#8221; custom_margin=&#8221;-26px|auto||auto||&#8221; custom_padding=&#8221;0px||2px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text content_tablet=&#8221;<\/p>\n<p><b>Zen<\/b><\/p>\n<p>&#8221; content_phone=&#8221;<\/p>\n<p><strong>Zen<\/strong><\/p>\n<p>&#8221; content_last_edited=&#8221;off|tablet&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font=&#8221;unbaunded||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#dc143c&#8221; text_font_size=&#8221;41px&#8221; text_line_height=&#8221;1.1em&#8221; custom_margin=&#8221;||40px||false|false&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;||40px||false|false&#8221; custom_margin_phone=&#8221;||40px||false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_padding=&#8221;70px|0px||140px|false|false&#8221; custom_padding_tablet=&#8221;70px|||140px|false|false&#8221; custom_padding_phone=&#8221;|||40px|false|false&#8221; custom_padding_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; text_font_size_tablet=&#8221;50px&#8221; text_font_size_phone=&#8221;30px&#8221; text_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; header_line_height_tablet=&#8221;&#8221; header_line_height_phone=&#8221;1em&#8221; header_line_height_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><b>Istituto Farina<\/b><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text content_tablet=&#8221;<\/p>\n<h2>Borgo Pietro Cocconi 44, Parma<\/h2>\n<p>&#8221; content_phone=&#8221;<\/p>\n<h2>Borgo Pietro Cocconi 44, Parma<\/h2>\n<p>&#8221; content_last_edited=&#8221;off|phone&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;|||140px|false|false&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;|||140px|false|false&#8221; custom_margin_phone=&#8221;|||40px|false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h2>Contr\u00e0 San Domenico 25, Vicenza<\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;3_5&#8243; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_enable_image=&#8221;off&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/internoverde.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/WhatsApp-Image-2025-04-04-at-17.45.25.webp&#8221; align=&#8221;center&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; module_alignment=&#8221;right&#8221; max_height=&#8221;100%&#8221; custom_margin=&#8221;||||false|false&#8221; custom_padding=&#8221;|||0px||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;||1px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text content_tablet=&#8221;<\/p>\n<h3>Chi l\u2019avrebbe mai pensato, di incontrare un tranquillo giardino meditativo a due passi dalla trafficata strada Massimo D\u2019Azeglio? Discreto e silenzioso, colpisce per l\u2019armonia e la calma che riesce a trasmettere.<\/h3>\n<p>&#8221; content_phone=&#8221;<\/p>\n<h3>Chi l\u2019avrebbe mai pensato, di incontrare un tranquillo giardino meditativo a due passi dalla trafficata strada Massimo D\u2019Azeglio? Discreto e silenzioso, colpisce per l\u2019armonia e la calma che riesce a trasmettere.<\/h3>\n<p>&#8221; content_last_edited=&#8221;off|phone&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;20px&#8221; header_2_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_font_size=&#8221;20px&#8221; header_3_line_height=&#8221;1.3em&#8221; custom_margin=&#8221;20px||20px||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"font-weight: 400\">Un giardino nuovo, per un cuore antico.<\/span><\/h3>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;20px||20px||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La presenza dell\u2019Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori in citt\u00e0 risale al 1836, quando san Giovanni Antonio Farina, allora giovane sacerdote vicentino, intraprese la sua opera educativa con la scuola per le bambine pi\u00f9 povere e bisognose. Gi\u00e0 nel 1833, insieme al suo collaboratore Felice De Maria, prese in affitto una casa e un vasto orto di propriet\u00e0 del signor Giovanni Bonioli, situati in contr\u00e0 San Domenico. Il luogo, protetto da alte mura secondo la consuetudine dei chiostri, offriva condizioni ideali di riservatezza e tranquillit\u00e0, fondamentali per l\u2019attivit\u00e0 formativa che i due fondatori intendevano promuovere. Nel 1838, con l\u2019aiuto di vari benefattori, la propriet\u00e0 venne acquistata in via definitiva, diventando sede stabile e ufficiale dell\u2019Istituto religioso delle Suore Dorotee, con l\u2019obiettivo di dare continuit\u00e0 e struttura all\u2019opera educativa gi\u00e0 avviata. Fin da subito, l\u2019area dell\u2019attuale giardino venne considerata parte essenziale del progetto educativo. Come ricordano le Memorie storiche dell\u2019Istituto, l\u2019orto fu oggetto di una prima organizzazione paesaggistica ed educativa ad opera di Felice De Maria, che lo suddivise in quattro settori principali. Questi erano attraversati da viali che si intersecavano a croce, simbolo cristiano e guida visiva nello spazio. \u00abI camminamenti erano ornati da una pergola ricca di viti, e le aiuole coltivate con fiori, erbe e ortaggi seguivano il ritmo delle stagioni. Al centro, un\u2019aiuola circolare ospitava un cespuglio di rose sempre fiorenti, a forma di piramide greca, con al centro l\u2019immagine della Vergine Maria, accompagnata dalla rappresentazione di tre fanciulle che le offrivano fiori\u00bb. Un giardino che era dunque spazio di bellezza, spiritualit\u00e0 e lavoro educativo. Ogni settore era assegnato a un gruppo di allieve, e le pareti dell\u2019orto recavano scritte morali e devozionali, a sottolineare l\u2019intreccio tra la formazione religiosa e l\u2019esperienza concreta della natura e del vivere comune. Nei primi decenni del Novecento, la crescita dell\u2019Istituto rese necessaria l\u2019espansione degli spazi scolastici e comunitari delle suore. In questo contesto, le religiose acquistarono nuove propriet\u00e0 situate al di l\u00e0 della Stradella del Romano, una piccola via che collegava contr\u00e0 San Domenico con contr\u00e0 Fontanelle. Tuttavia, la separazione fisica tra le due aree costituiva un ostacolo alla piena integrazione funzionale dell\u2019Istituto. Inizialmente si tent\u00f2 di ovviare la difficolt\u00e0 con la costruzione di un ponticello di collegamento, che tuttavia si rivel\u00f2 insufficiente. Nel 1899 fu presentata al Comune una richiesta ufficiale per l\u2019acquisizione della stradella. La domanda venne per\u00f2 ritirata a causa della forte opposizione di un centinaio di cittadini, residenti nella zona. La questione rimase irrisolta per alcuni decenni, fino a quando, nel 1929, si giunse a un accordo. In quell\u2019anno, il Comune avvi\u00f2 i lavori per la realizzazione della nuova via IV Novembre, gi\u00e0 contr\u00e0 delle Fontanelle. Per consentire l\u2019apertura della nuova arteria stradale, l\u2019Istituto accett\u00f2 di demolire l\u2019avancorpo della propria Casa Negri, sede della scuola, e di realizzare una nuova facciata. In cambio, ricevette in propriet\u00e0 la Stradella del Romano, permettendo cos\u00ec la piena unificazione delle due aree e la creazione di un complesso scolastico e religioso pi\u00f9 articolato e funzionale. La cessione fu formalizzata con l\u2019accettazione da parte della superiora di Casa Madre, Suor Cecilia (Maria Canale), e di Suor Concettina (Adele Canale). Questo evento rappresenta un momento importante per la configurazione definitiva del giardino, che da quel momento pot\u00e9 svilupparsi come un\u2019unica area continua a servizio della comunit\u00e0.<br \/>\nNel corso degli anni, il giardino \u00e8 stato oggetto di numerosi interventi che ne hanno arricchito la funzione e la simbologia. Oltre alla disposizione originaria curata da Felice De Maria, il santo fondatore Farina promosse la realizzazione di due chioschi ottagonali in ferro verniciato, di un tavolo centrale in pietra, di panchine in pietra lungo i lati perimetrali e di una statua mariana, collocata tra i due chioschi. Inizialmente lo spazio era destinato alle bambine allieve della scuola; successivamente divenne luogo di preghiera e di passeggio per le suore, ma anche spazio di servizio per la vita quotidiana della Casa Madre: qui si stendeva il bucato, si coltivavano fiori per l\u2019altare, si vivevano momenti di riflessione comunitaria. Una fase significativa nella storia recente del giardino \u00e8 avvenuta nel 2004, in concomitanza con la ristrutturazione dell\u2019intero complesso della Casa Madre. L\u2019intervento venne affidato all\u2019architetto Paolo Portoghesi, figura di rilievo nel panorama dell\u2019architettura contemporanea italiana. Portoghesi ide\u00f2 un nuovo disegno paesaggistico in stile giardino all\u2019italiana, ispirandosi a criteri di armonia, simmetria e sobriet\u00e0. Il giardino attualmente \u00e8 strutturato con siepi di bosso che definiscono spazi ordinati e geometrici, ampi prati verdi, un\u2019abside al centro per accogliere la statua della Madonna, e una elegante fontana in pietra, progettata e donata dallo stesso architetto. A integrazione del nuovo disegno:  lungo il lato est, in prossimit\u00e0 del confine con il prato, sono state piantate canfore;  lungo il muro ovest, che separa il giardino dalla scuola, sono state posizionate quattro lapidi commemorative, precedentemente conservate in un sottoportico. Tali lapidi rappresentano importanti testimonianze storiche delle visite ricevute dall\u2019Istituto da parte di membri della casa imperiale d\u2019Austria, benefattori dell\u2019Istituto: Anna Carolina Pia, imperatrice d\u2019Austria, nel 1838, 1841 e 1849;  Elisabetta di Baviera, nota come Sissi, nel gennaio 1857; Carolina di Baviera e l\u2019Arciduchessa Sofia, madre dell\u2019Imperatore Francesco Giuseppe, nel marzo dello stesso anno. Le essenze rampicanti di falso gelsomino completano l\u2019arredo vegetale, adornando con grazia le mura perimetrali e donando, durante la fioritura, un profumo delicato che accompagna il silenzio e la meditazione.<br \/>\nOggi, il giardino della Casa Madre delle Suore Dorotee si presenta come uno spazio di memoria e spiritualit\u00e0, ma anche come un bene storico ambientale di grande valore per la citt\u00e0 di Vicenza. Esso racconta quasi due secoli di storia educativa, religiosa e sociale, rappresentando uno dei luoghi simbolici legati all\u2019opera di san Giovanni Antonio Farina. Il giardino non \u00e8 solo un elemento paesaggistico, ma una testimonianza viva del carisma fondativo dell\u2019Istituto: accoglienza, formazione, attenzione alla persona nella sua totalit\u00e0. Esso continua ancora oggi ad essere vissuto e custodito dalla comunit\u00e0 religiosa, con la stessa dedizione con cui fu pensato e realizzato nel XIX secolo.<\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/internoverde.it\/giardinoteca\/&#8221; button_text=&#8221;Giardinoteca&#8221; button_alignment=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_size=&#8221;20px&#8221; button_text_color=&#8221;#ffffff&#8221; button_bg_color=&#8221;#dc143c&#8221; button_border_width=&#8221;0px&#8221; button_border_radius=&#8221;25px&#8221; button_icon=&#8221;&#xf4d8;||fa||900&#8243; button_icon_color=&#8221;#ffffff&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_button][et_pb_post_nav in_same_term=&#8221;on&#8221; taxonomy_name=&#8221;Articoli&#8221; show_prev=&#8221;off&#8221; show_next=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_post_nav][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Istituto FarinaContr\u00e0 San Domenico 25, VicenzaUn giardino nuovo, per un cuore antico.La presenza dell\u2019Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori in citt\u00e0 risale al 1836, quando san Giovanni Antonio Farina, allora giovane sacerdote vicentino, intraprese la sua opera educativa con la scuola per le bambine pi\u00f9 povere e bisognose. 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