{"id":12879,"date":"2023-03-15T10:35:29","date_gmt":"2023-03-15T09:35:29","guid":{"rendered":"https:\/\/internoverde.it\/?p=12879"},"modified":"2025-03-18T10:09:26","modified_gmt":"2025-03-18T09:09:26","slug":"palazzo-zanardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/palazzo-zanardi\/","title":{"rendered":"In profondit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;1px||3px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_5,3_5&#8243; use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;1&#8243; make_equal=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_color=&#8221;#f2f2f2&#8243; width=&#8221;100%&#8221; max_width=&#8221;2560px&#8221; custom_margin=&#8221;-26px|auto||auto||&#8221; custom_padding=&#8221;0px||2px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_5&#8243; 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Il selciato originale, composto di grandi piastrelle di cotto, \u00e8 stato disseppellito durante i primi lavori di sistemazione: \u00abla casa l\u2019abbiamo comprata nel 1982, nessuno la voleva \u2013 raccontano gli attuali proprietari Laura e Enzo -. Era distrutta, anche l\u2019esterno era disastrato. Per metterla a posto ci abbiamo messo dodici anni. Durante il cantiere trovavamo di tutto: rimasugli di cornicioni gotici e a torciglione, non abbiamo buttato via niente\u00bb. L\u2019edificio ha un passato di tutto rispetto. Nel Duecento fu una delle tante case a torre ferraresi e, sebbene di quell\u2019epoca resti poco, se ci si avvicina alla fontanella bianca \u2013 infilata nell\u2019esuberante siepe di gelsomino selvatico \u2013 e si alza lo sguardo sulla sinistra, verso il retro della costruzione, si possono ancora vedere alcune tracce delle tipiche lombardesche, archetti sottili che oggi si perdono tra i mattoni. In seguito pare essere diventata una delle numerose dimore di Sigismondo d\u2019Este, fratello di Ercole I, capitano generale delle armate del Duca. Di questo importante inquilino si ha traccia sia nel rogito del 1501, sia negli stemmi estensi che decorano gli interni, che riportano l\u2019inquartato con i tre gigli d\u2019oro di Francia, l\u2019aquila dell\u2019impero, l\u2019impresa del diamante e &#8211; su cartiglio &#8211; parte del motto WOR BAS, lo stesso che si legge sul bassorilievo del Castello.<\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_post_nav in_same_term=&#8221;on&#8221; taxonomy_name=&#8221;Articoli&#8221; show_prev=&#8221;off&#8221; show_next=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_post_nav][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019immobile nei secoli pass\u00f2 di mano in mano fino ad arrivare, nel 1843, anche a Carlo Mayr, tra i protagonisti del risorgimento italiano, che gi\u00e0 possedeva il palazzo vicino. Fu proprio il noto avvocato a voler chiudere il tratto di via delle Volte compreso tra via Giuoco del Pallone e via Cammello, per problemi di ordine pubblico e degrado \u2013 probabilmente legati alle frequentazioni delle tante osterie e case chiuse che l\u00ec si affacciavano. La modifica fu sancita nel 1861, dopo una lunga trattativa con l\u2019amministrazione pubblica cui partecip\u00f2 anche la famiglia Turbiani, che abitava accanto. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Gli affreschi seicenteschi che oggi decorano l\u2019androne, staccati e fermati su quattro pannelli, provengono dal sottotetto: \u00abli abbiamo trovati all\u2019altezza del pavimento, probabilmente le stanze originali erano pi\u00f9 alte e si chiudevano con delle volte a botte\u00bb. Rappresentano uomini e donne distesi, circondati allegramente da festoni di foglie e frutti, pere e albicocche soprattutto, vegetali che con garbo e ironia sembrano alludere ai piaceri della carne. La figura femminile ricorda le divinit\u00e0 agresti, simbolo di fertilit\u00e0, con le dita della mano destra infilate nelle falde di un cappello invita con la mano sinistra il giovane disteso e seminudo, che occhieggia benevolo reggendo una clava. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Di particolare interesse \u00e8 il soldato che tiene tra le proprie gambe, per i capelli, una testa umana: potrebbe ricordare Davide e Golia. I restauratori credono possa rappresentare un monito conforme al repertorio iconografico della Controriforma: il giovane guarda altrove, il suo atteggiamento \u00e8 di repulsione, allontana la testa d\u2019uomo e poggia l\u2019altra mano su un libro, che si pu\u00f2 interpretare come una Bibbia.\u00a0 Le armi sono depositate ma latenti, rivolte in alto, pronte ad essere impugnate.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_enable_image=&#8221;off&#8221; background_size=&#8221;stretch&#8221; width=&#8221;100%&#8221; max_width=&#8221;2560px&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; height=&#8221;400px&#8221; custom_padding=&#8221;0px||1px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_enable_image=&#8221;off&#8221; background_size=&#8221;stretch&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/internoverde.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/via-carlo-mayr-163-2_risultato-1.webp&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_enable_image=&#8221;off&#8221; background_size=&#8221;stretch&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/internoverde.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/via-carlo-mayr-163_risultato-1.webp&#8221; force_fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_margin=&#8221;20px||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">\u00abCi sono anche tantissimi putti e amorini dipinti, li abbiamo trovati dappertutto\u00bb. L\u2019ambiente &#8211; illuminato dai raggi del sole che provengono dal giardino, filtrati dalle vetrate blu e arancio del portone in ferro battuto \u2013 \u00e8 profondamente solenne, induce alla contemplazione e al silenzio, eppure le storie che racconta sono tante. Il porticato \u00e8 solo una porzione dell\u2019originale, l\u2019altra met\u00e0 dovrebbe proseguire in quella che oggi \u00e8 l\u2019abitazione dei vicini. Il pozzo vicino alle colonne marmoree \u00e8 asciutto, mancava anche la struttura: quella che si vede oggi \u00e8 stata comprata in Veneto. Un altro pozzo, dal carattere decisamente originale, \u00e8 stato scoperto a due passi dall\u2019androne, quando si rese necessario scavare la buca per l\u2019ascensore: si tratta di un pozzo da butto, fondamentalmente una discarica casalinga. <\/span>\u00abGli operai non volevano avvicinarsi e non volevano nemmeno che io mi ci avvicinassi, almeno in orario di lavoro. Allora quando finivano la giornata mi calavo l\u00e0 dentro da sola, tutta imbragata come se dovessi scalare una montagna. Mi teneva appesa una corda legata in cima a una trave. Sono riuscita a scavare fino a sei metri e mezzo di profondit\u00e0, ho smesso quando ho cominciato a trovare solo sabbia fine. Ho recuperato di tutto! Cocci di ceramica ferrarese che ho incollato un pezzo alla volta, col Vinavil, ma anche una mandibola di cavallo e tantissimi femori di aironi, che in epoca rinascimentale erano particolarmente apprezzati a tavola. Dopo pochissimo tempo i tombaroli iniziarono ad aspettarmi fuori casa, perch\u00e9 la voce di quello che stavo trovando girava in fretta. Insistevano perch\u00e9 gli lasciassi vendere alcuni pezzi, con la promessa di dividere i profitti, ma non mi sono mai fidata!\u00bb.<span style=\"font-weight: 400\"> Gli anni del recupero furono anni di esplorazioni, accompagnati da piccole e grandi scoperte: \u00abci rendemmo conto che sotto le cantine non c\u2019erano le fondamenta. Probabilmente quando furono costruite il Po correva ancora dove ora si trova la strada, quindi affacciavano direttamente sull\u2019acqua\u00bb. Dove oggi si trova il garage invece c\u2019erano le scuderie, e alle pareti ancora si vedono gli anelli utilizzati per allacciare le redini dei cavalli. Al posto delle carrozze oggi in giardino si trovano alberi, arbusti e tantissimi fiori, ciascuno con una propria memoria. Gli oleandri, per esempio, vengono dalla Sardegna: \u00abavevo staccato un rametto di un alberello selvatico a Cala Luna, lo tenevo in barca dentro a un bicchiere d\u2019acqua. Lo trasportai fino a Ferrara infilato in una bottiglia di birra e poi lo accomodai prima in un vasetto in cucina, poi in un vaso pi\u00f9 grande in terrazza. Continuava a crescere e mise le radici, fino a quando capii che era arrivato il giorno di piantarlo a terra\u00bb.\u00a0 Gli agapanti arrivano dal Portogallo &#8211; \u00abho girato mezza Lisbona per trovarli!\u00bb, mentre la variet\u00e0 di geranio che colora il balconcino sopra al garage viene da un\u2019isola della Grecia.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Lo spazio \u00e8 protetto, oltre che dal gelsomino selvatico, anche dalla robusta siepe d\u2019alloro e dalla splendida ortensia rampicante, che sale verso le finestre. A terra si incontrano \u2013 assieme alle classiche piante aromatiche &#8211; crochi e ciclamini, fiori di lill\u00e0, violette, calle. Nella vasca cresce l\u2019ortensia quercifolia. Raccolgono il calore estivo il mandarino e il limone. D\u2019inverno fioriscono gli ellebori e il calicanto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/internoverde.it\/giardinoteca\/&#8221; button_text=&#8221;Giardinoteca&#8221; button_alignment=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.19.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_size=&#8221;20px&#8221; button_text_color=&#8221;#ffffff&#8221; button_bg_color=&#8221;#dc143c&#8221; button_border_width=&#8221;0px&#8221; button_border_radius=&#8221;25px&#8221; button_icon=&#8221;&#xf4d8;||fa||900&#8243; button_icon_color=&#8221;#ffffff&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo giardino si scende in profondit\u00e0 nella storia ferrarese, non solo metaforicamente: la curiosit\u00e0 dei suoi attuali proprietari e le operazioni necessarie al restauro del palazzo hanno fatto emergere dal sottosuolo strati e strati di vicende, certezze e domande. <\/p>","protected":false},"author":2,"featured_media":12887,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[128,34],"tags":[],"class_list":["post-12879","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ferrara","category-giardini-aperti"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12879","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12879"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12879\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25300,"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12879\/revisions\/25300"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12887"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12879"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12879"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/internoverde.it\/eng\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12879"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}