Istituto delle Orsoline

Via Roma 42, Piacenza

La Casa Madre delle Suore Orsoline rappresenta una vera e propria istituzione cittadina, apprezzata da generazioni di genitori e bambini, che a loro volta col passare del tempo diventano genitori

Esso infatti – benché dal 1993 abbia aperto nei propri ambienti anche uno studentato femminile, rivolto alle universitarie fuori sede – resta nei cuori dei piacentini soprattutto per la decennale attività dedicata all’infanzia e alla formazione scolastica. La sua fondazione risale alla metà del Seicento e si deve alla volontà di Suor Brigida di Gesù, al secolo Brigida Morello. La donna, originaria di Rapallo, già da adolescente avrebbe voluto dedicarsi alla spiritualità: il padre tuttavia non disponeva del denaro necessario a farla inserire in uno dei prestigiosi monasteri di Genova, e fu dunque costretta a sposare Matteo Zancano, possidente agricolo di Salsomaggiore.

Rimasta vedova a soli ventisette anni, la giovane si trasferì a Piacenza, dove già viveva suo fratello, e tentò di nuovo la strada religiosa. Avrebbe voluto entrare nella comunità delle cappuccine ma essendo stata sposata, seppur per poco, venne rifiutata. Non volle però abbandonare il proposito: nel 1645, quando la Duchessa Margherita Farnese espresse al rettore dei Gesuiti la volontà di aprire una casa di Sant’Orsola, per l’educazione delle famiglie nobili e borghesi, colse la palla al balzo. Brigida radunò attorno a sé un gruppo di ragazze e insieme a loro prese i voti, avviando così la Congregazione delle Orsoline di Maria Immacolata. Il collegio si collocò in via Roma, nel palazzo donato da un benefattore, e progressivamente andò ad ampliarsi, tramite un oculata politica di acquisizioni, fino a comprendere l’intero isolato. 

Alla morte di Brigida, Ranuccio II Farnese, che le era devotissimo, organizzò a spese della Camera Ducale un funerale solenne. Sempre il Duca patrocinò la causa della beatificazione, che ebbe un iter lunghissimo, tanto da trovare conclusione nel 1998. Il giardino che oggi si trova all’interno del complesso è straordinariamente grande, per la posizione centrale in cui si trova. Passeggiando tra i suoi viali si ha l’impressione di essere in campagna: non si sente il rumore del traffico cittadino, ma solo il cinguettio degli uccelli nascosti nei cespugli. Il carattere contadino si ritrova anche nelle colture: abbondano gli alberi da frutto, anche se ciò che caratterizza maggiormente l’area sono gli esuberanti filari di vite. Non mancano arbusti, roseti e fiori, a terra e in vaso.