Volumnia

Via Pietro Giordani 14, Piacenza

A dispetto di quanto lascerebbe intuire il contesto storico in cui è situato, ovvero a ridosso della chiesa cinquecentesca di Sant’Agostino, il piccolo cortile di Volumnia è giovane, giovanissimo.

Se fosse un bambino non andrebbe all’asilo. La sua ideazione dipende da Volumnia, innovativo progetto espositivo realizzato dalla gallerista Enrica De Micheli all’interno della basilica. Sant’Agostino infatti, benché rappresenti la chiesa più imponente della città, l’unica con cinque navate, è chiusa al culto da oltre due secoli, e a partire dal 2018 è stata convertita in spazio d’arte. La soppressione avvenne in epoca napoleonica, seguì l’attribuzione del complesso al Demanio, che destinò parte del convento annesso ai militari, e solo grazie a un ingente restauro – che ha riportato alla luce l’assetto rinascimentale dell’architettura – è oggi possibile scoprire nuovamente la maestosità dei colonnati, degli stucchi e degli affreschi.

L’idea di recuperare anche il cortile, dove una volta si affacciava la falegnameria del monastero, e di avviare in questi spazi un ristorante abbinato alla galleria, è nata pochi anni fa. La cucina è stata affidata alla direzione dello chef stellato Luigi Taglienti, che nel giugno 2022 ha inaugurato IO. Il ripensamento dello scoperto che collega l’attività allo spazio espositivo è stato affidato agli architetti Enrico De Benedetti, Simone Subitone e Silvia Blesi, e alla paesaggista Anna Scaravella. Il progetto ha compreso una serie di alte fioriere in zinco a forma di cubo, di varie dimensioni. Il metallo è stato scelto per il caratteristico colore grigio che gli attribuiscono le intemperie, che bene si armonizza col grigio della pavimentazione.

All’interno dei contenitori più grandi, lungo il muro di cinta, cresce una teoria di lagerstroemie, note anche come lillà delle Indie. Si incontrano poi il giuggiolo, due Koelreuteria, piante conosciute per i frutti simili a lanterne cinesi, e al centro dell’area una Melia azedarach, chiamata anche albero dei rosari. Nei vasi più piccoli è stata collocata una collezione di graminacee sempreverdi e spoglianti. L’illuminazione è affidata alle eclettiche e vivaci sculture dell’artista spagnola Nuria Mora. Completano lo spazio gli eleganti arredi vintage, in ferro battuto, degli anni Cinquanta.