Vista

Primaro

Via Ravenna 216, Ferrara

Fino a qualche anno fa quest’area verde, affacciata sul Po di Primaro, era interamente dedicata all’uva Sauvignon, dalla quale si ricavava il vino.

Diventato anziano il proprietario dell’appezzamento decise, qualche anno fa, di estirpare la vigna e lasciare un solo filare accanto alla rete; entrando dall’accesso vicino all’argine lo si incontra sulla destra. Il terreno è stato trasformato in un curatissimo prato erboso, dotato di un impianto sotterraneo per l’irrigazione, posto a circa trenta centimetri di profondità.

Sulla sinistra sono state definite delle aiuole coltivate ad orto, dove si trovano i pomodori, le zucchine, le biete, l’insalata, i cetrioli e la salvia. Non manca qualche albero da frutto, come il giuggiolo e l’albicocco, e il roseto di rose rosse, sotto al quale crescono le fragole. «Non c’è pianta o fiore o frutto qua dentro che non sia passato dalle mie mani» raccontava Giancarlo, che amava trascorrere tra l’orto e il giardino almeno un paio d’ore tutti i giorni, e dedicarsi con pazienza dei tulipani, dei narcisi e degli iris.

Dall’anno scorso purtroppo Giancarlo non c’è più. Interno Verde lo ringrazia per la sensibilità e la disponibilità che ha sempre dimostrato, partecipando al festival e aprendo il proprio giardino ai visitatori, e lo ricorda attraverso le sue stesse parole, quando con semplicità e delicatezza raccontava dell’acanto, che cresceva vicino alla casa: «la chiamano la pianta delle sculture perché gli scultori dell’età classica si sono ispirati alle sue foglie per decorare i capitelli delle colonne, in stile corinzio. Fa un fiore dallo stelo alto, bianco e viola, molto bello».