Impianto idrovoro di Baura

Via due Torri 165, Ferrara

Per il territorio ferrarese – caratterizzato da una pendenza minima e per la maggior parte collocato sotto al livello del mare – l’impianto idrovoro di Baura riveste una particolare importanza.

Costruito a partire dal 1858, fu il primo ad ospitare la “Macchina Idrovora a vapore a doppio sistema, cioè con ruote a schiaffo e a turbini” ideata dall’ingegnere Cesare De Lotto, direttore del Consorzio di Bonifica, realizzata dall’ingegnere Francesco Magnoni. All’epoca l’acqua aveva di nuovo sommerso buona parte della provincia, perché le maggiori opere idrauliche risalivano all’intervento della corte estense. Per sollevare meccanicamente le acque si stabilì quindi un progetto che prevedeva la costruzione di sette idrovore a vapore: quella di Baura serviva in particolare a scolare le fosse che circondavano la città di Ferrara, sfruttando per il riversamento il vicino Po di Volano.

I lavori si conclusero nel 1861 e il manufatto – che funzionava grazie a una caldaia alimentata a carbone – rimase pressoché inalterato fino al 1915, quando venne attrezzato di motori Diesel, e di nuovo rinnovato nel 1970, quando vennero introdotte le pompe elettriche ad asse verticale, tuttora in uso. L’edificio che ospita l’impianto, affacciata sul placido corso del fiume, non nasconde la sua età, e forse proprio in questo risiede il suo fascino. La facciata in stile neoclassico – con la trabeazione sorretta da sei massicce colonne – si fa senza dubbio notare, circondata com’è dalla campagna, dai rustici e dalle case del paese. Ai suoi lati stanno delle costruzioni più basse, che servono da officina e da magazzino. Oggi l’idrovora fa parte del complesso sistema gestito dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, che comprende oltre 4mila chilometri di canali e 168 impianti.