Orto

Botanico

Strada Farini 90, Parma

L’Orto Botanico di Parma è tra i più antichi e affascinanti d’Italia. Una rigogliosa oasi di verde e silenzio che sfrutta con positivo gusto per l’innovazione una plurisecolare tradizione di studio e ricerca, per affrontare le sfide educative poste dal tempo presente, in materia di biodiversità e sostenibilità ambientale.

L’area venne inizialmente adibita a Giardino dei Semplici nel Seicento, per volere di Ranuccio I Farnese: qui si coltivavano le erbe medicinali utilizzate dalla Facoltà di Medicina. Nel 1770, grazie all’abate e botanico Giambattista Guatteri, si creò il primo orto botanico, dotato di apposite serre da riservare alle piante esotiche, progettate dallo stesso Petitot, già artefice del Parco Ducale.

Da quel momento in poi, ogni direttore a cui venne affidata la guida dell’istituto – nomi di grande rilievo, da Giorgio Jan a Giovanni Passerini – si impegnò per ampliare progressivamente la collezione. Si organizzò l’arboreto e il semenzaio, si fondò una Scuola di Botanica con l’introduzione dell’analisi col microscopio, si avviò una rete di scambi con le principali istituzioni analoghe attive a livello internazionale. Dell’iniziale impianto settecentesco – disegnato all’italiana – sono rimasti oggi solo la parte centrale e l’arboreto, caratterizzato dallo splendido gingko biloba piantato nel 1791, dall’olmo e dal pioppo. Non distante si possono osservare la parrotia, proveniente dalla Persia, chiamata anche legno di ferro per la sua resistenza, gli ippocastani e diverse varietà di magnolie, tra le quali la magnolia obovata, nota per i fiori bianchi dalle sfumature purpuree.

La vasca per le ninfee dipinta dal pittore Bocchi nel 1905 non esiste più, ma restano le zone acquitrinose dove oltre alle ninfee si può ammirare la peste d’acqua, che vive completamente sommersa, e la lenticchia d’acqua, galleggiante. Negli ultimi anni ha avuto inizio un’importante opera di revisione e arricchimento delle collezioni. Sono state introdotte piante officinali, insettivore e succulente, e una raccolta di specie spontanee appartenenti al genere delle viole, tra cui la celebre Violetta di Parma. L’Orto Botanico oggi è condotto dal Dipartimento di Bioscienze dell’Università, la cui attività si sviluppa in quattro direzioni fondamentali: ricerca scientifica su temi ambientali, attività didattica, educazione ambientale, collaborazione scientifica con gli enti locali.