Casa

Colombani

Via Brasavola 39, Ferrara

Che Casa Colombani sia un luogo speciale è evidente: chiunque ci passi davanti non può evitare di gettare uno sguardo all’elegante portone sormontato dal tondo in cotto col trigramma cristiano, alla statuetta di San Giorgio crociato che osserva i passanti dall’alto della sua nicchia, alle grandi magnolie le cui foglie scure sorpassano il muro di cinta.

L’architettura venne costruita nei primi del Quattrocento per ospitare l’oratorio di San Ludovico, attivo fino alla fine del Settecento. Successivamente l’edificio venne adibito a scuola elementare e nel 1918, per la prima volta, ad abitazione privata. Il nome odierno fa riferimento al Commendatore Giulio Colombani, originario di Portomaggiore, che acquistò il complesso nel 1968 e per lunghi anni si dedicò al suo restauro – mescolando agli elementi originali alcune opere realizzate ad hoc, secondo il gusto dell’epoca. Il primo giardino che si incontra, varcato l’ingresso, è quello delle magnolie. Da notare, assieme al pozzo centrale immerso nell’edera, i sette bassorilievi in pietra appesi al muro di cinta, ciascuno dedicato a un giorno della settimana e alla relativa divinità ellenica. Sotto l’antico porticato si trovano le decorazioni pittoriche realizzate negli anni Settanta, che riproducono – ingranditi – alcuni dettagli tratti dal Ciclo dei Mesi di Palazzo Schifanoia.

Superata la fila delle colonne, e dei relativi gelsomini che le utilizzano per arrampicarsi, si entra nella struttura per accedere al secondo giardino.  Durante il passaggio vale la pena soffermarsi ad osservare i soffitti delle stanze che si incontrano, affrescati con i motivi delle tipiche grottesche ferraresi, gli stessi che si possono incontrare al piano nobile di Palazzo Diamanti e in tante residenze nobiliari rinascimentali. Ricchi di effetti geometrici, intrecci vegetali, creature fantastiche, piante a animali. L’intervento è stato realizzato a metà del Cinquecento, probabilmente dalla scuola del Bastianino. Dei tre stemmi che si incontrano in corridoio non si hanno molte notizie, ma sicuramente sono stati “rivisitati” in epoca recente: c’è il classico scudo nero e argento sormontato dalla corona ducale, chiamato balzana e utilizzato tutt’oggi come logo della città di Ferrara; c’è la rappresentazione dell’antico porto fluviale di Portomaggiore; e infine una misteriosa colonna spezzata.

Il secondo giardino è più grande e accogliente, ombreggiato da due grandi abeti argentati, dalle tuie, dai nespoli giapponesi, dal calicanto invernale. Sulla destra si alza un terrapieno, tra i cespugli delle ortensie e l’oleandro. In fondo costeggiano il vialetto le rose e le aiuole aromatiche di salvia e rosmarino. Sulla sinistra un tappeto di fragole conduce a un terzo piccolo scoperto, caratterizzato da un’alta siepe di alloro e dal busto del Commendatore Colombani. Una nota curiosa: è stato proprio il commendatore – che si dilettava nella scultura – a realizzare la statuetta di San Giorgio che saluta i passanti, ispirata al santo di Donatello che si trova esposto al Museo Nazionale del Bargello di Firenze.