Palazzo
Turchi
Fiaschi

Via Brasavola 32, Ferrara

Il giardino di via Brasavola 32 ha qualche problema identitario. Il palazzo a cui appartiene infatti ha molti nomi: Turchi ma anche Trotti e Di Bagno, Rondinelli e Buzzi.

Sembra che passarono per le sue stanze anche i Pio di Savoia, infine c’è anche chi lo chiama Palazzo Mari. Sicuramente è stato realizzato nel Cinquecento per volere del conte Ippolito Turchi, di fronte all’oratorio di San Lorenzo, già presente nel 1438. Testimonianze di inizio Novecento — la curiosa guida turistica Ferrara storica ed artistica, scritta da Luigi Fiorentini — lo attribuiscono a varie altre famiglie aristocratiche e borghesi: dopo i Turchi i Dalla Penna, i Rondinelli, i Fiaschi, i Beltramini, un certo Gherardi.

Nel 1887 l’immobile venne trasformato nel piccolo seminario e collegio di San Carlo, fondato da monsignor Andrea Baldi. Il canonico ottenne da Don Bosco in persona il permesso di aprire una casa salesiana a Ferrara così, quando il collegio venne trasferito nei chiostri della chiesa di San Benedetto, le sale vennero affidate all’Istituto salesiano, con la successiva direzione di don Michele Rua. Nella confusione dei vari passaggi di proprietà sembra acquisti il complesso, dopo i religiosi, tale Mari di Sabbioncello San Vittore.

Durante la Seconda Guerra Mondiale subì gravi danneggiamenti causati dai bombardamenti e per lungo tempo restò abbandonato. Un recente restauro l’ha trasformato in un condominio decisamente elegante e signorile. Attraverso il grande portale in laterizio, probabilmente realizzato nel Settecento, si accede alla quiete corte interna, dove le arcate sorrette dalle colonne di marmo circondano il prato centrale abbellito dalle piante in vaso. Alcune fonti raccontano che all’interno di questo spazio si trovasse un vecchio teatrino, di cui si sono perse le tracce.