Palazzo Graziadei

Via Terranuova 28, Ferrara

All’interno di questa residenza nobiliare rinascimentale, allargata e rivisitata nel Settecento, si trova un piccolo gioiello verde.

La prospettiva, entrando dal grande portone di pietra bianca, è particolarmente suggestiva. Dall’androne pavimentato in cotto, decorato con affreschi che risalgono al Quattrocento e coperto da un soffitto neoclassico, la vista si apre sull’imponente cancello in ferro battuto, arricciato in volute e spirali, e oltre il cancello incontra il giardino illuminato.

Da notare sulla destra l’antica serra, oggi adibita a magazzino per gli attrezzi, e in fondo la ghiacciaia costruita in pietra. Tra gli alberi vale la pena considerare il nespolo giapponese, lo splendido calicanto invernale e l’anziano kaki, che ha già spento cento candeline.

Della storia del palazzo non si sa molto, delle famiglie che lo hanno abitato si conoscono solo i nomi. Passarono da qui i Bergando, che fecero scalpore nell’Ottocento a causa del facoltoso commerciante Michele, ex corsaro proveniente da Ragusa, ucciso in casa forse dalla sua stessa moglie; i conti Graziadei, che figurano come unici interlocutori locali di Lord Byron, e i Barbantini.