Giardini Valentini

Corso Vittorio Emanuele 52, Mantova

Gli ombrosi Giardini Valentini oggi rappresentano una bella scorciatoia verde per chi vuole passare velocemente da corso Vittorio Emanuele II a via Chiassi, uno spazio pubblico che conserva il suo carattere segreto, ombroso e silenzioso, infilato tra i palazzi e nascosto dal traffico.

Il parco nacque nei primi anni del XV secolo, quando Tommaso Strozzi volle costruire per il figlio Uberto uno splendido palazzo, arricchito di altrettanto splendidi giardini. Della nobile famiglia fiorentina egli fu il primo a insediarsi a Mantova, nel 1375. Qui cercava la pace che a Firenze non poteva più avere, dato che una guerra intestina l’aveva costretto a fuggire, ma anche il fasto di un bel contesto abitativo. La progettazione del verde fu guidata dal tipico gusto toscano. Nelle mappe disegnate dal Bertazzolo – sia in quella del 1596 che in quella del 1628 – sono evidenti sia l’abitazione che il giardino, composto da varie aiuole geometriche in stile rinascimentale e dall’orto. La prima descrizione risale al 1750, ovvero all’atto notarile che determina la divisione dei beni di famiglia. Vicino all’edificio era probabilmente rimasto l’impianto rinascimentale, la maggior parte della superficie era destinata alla coltivazione, e vi erano state inserite costruzioni di servizio, come le scuderie e la rimessa per le carrozze.

Nel 1863 l’area raddoppiò la propria estensione, con l’acquisizione del palazzo e del terreno dei vicini, i marchesi Torelli. Il marchese Luigi, nato in Polonia e cresciuto a Vienna, dove frequentava l’Accademia del Genio, volle questo ampliamento nella speranza di allestire una scuola di ingegneria militare, atta ad ospitare fino a sessanta allievi, ma la sua proposta fu rifiutata dal Ministro della Guerra. Egli costituì anche il parco paesaggistico, che pare fosse popolato da animali liberi, come i cervi. Successivamente, nel 1896, l’intera proprietà passò ai Valentini – di cui la toponomastica conserva il nome – e nel 1950 l’area verde venne acquistata dal Comune, che la inaugurò nel 1958. All’epoca il parco era più grande dell’attuale, perché non erano ancora stati costruiti i condomini affacciati su via Frutta.

Erano però già presenti i giochi dei bambini, segno che la frequentazione da parte dei cittadini non era dissimile da quella attuale. Nel 2016 i Giardini Valentini sono stati oggetto di un importante, seppur parziale, intervento di conservazione integrata. Sono state ridisegnate le aiuole originarie e sono stati ripristinati i vialetti in ghiaia, per i quali è stata utilizzata una speciale graniglia resinata, che può essere percorsa facilmente anche dalle persone con disabilità. Sono stati allestiti i giochi per i più piccoli e un’area è stata riservata ai cani, si è realizzato l’impianto di illuminazione e di irrigazione. Oggi qui crescono il bagolaro, il bagolaro americano, il tiglio, il cedro dell’Atlante, il peccio, il noce nero, l’acero negundo, l’ippocastano, la sofora, il tasso. Un giovane gingko è stato piantato recentemente per sostituire un esemplare che nel 2017 si è dovuto purtroppo abbattere, per deperimento fisiologico e strutturale. Nelle aiuole, tappezzate con le sempreverdi tipiche del giardino romantico, si incontrano il pungitopo, le felci, le ortensie, la reineckea, la barba di capra, l’acanto, la liriope, l’epimedium hybridum.