Palazzo

Brunelli

Via Mascheraio 17, Ferrara

Un classico: dalla strada non si vede nulla, una volta superato l’androne si apre un piccolo paradiso, colorato dalle camelie, i gerani, la pervinca, la clivia, le azalee e le rose.

Questo giardino è tuttora curato dalla signora Anna Maria, nata negli anni Venti: «una volta era più piccolo, la prima parte era chiusa da un muro e non sapevamo cosa ci fosse oltre, ricordo che sentivo delle voci di bambini. Dopo la guerra abbiamo comprato il pezzo di terreno confinante, abbattuto il muro e allargato lo spazio. Le aiuole le ho disegnate io. È stata tutta una fantasia!». Durante i lavori si è provveduto anche a staccare l’intonaco di una parete: sorpresa! Si è scoperta una loggia ad arco con una stanzetta — oggi adibita a magazzino — coperta da una volta a crociera. Vicino alla stanzetta, chiusa dalla porta liberty, c’è un vaso molto particolare, di quelli che i contadini utilizzavano per conservare le uova in acqua e calce. Sotto il porticato il camino veneto, trasferito qui da un’altra proprietà di famiglia.

«Questo è un giardino di ricordi, tante piante le abbiamo portate qui dalla precedente casa che avevamo in viale Cavour», racconta Anna Maria, ricordando il marito ingegnere: a lui si deve la presenza dei vecchi lampioni dell’illuminazione pubblica trasformati in originali fioriere, su cui si arrampica il glicine.

Anche il pozzo è stato trasformato: dentro vi crescono, in vaso, i cavoli ornamentali. All’interno della fontanella in pietra, vicino al putto, è stata inserita in tempi recenti una delicata scultura in ceramica. Tra il melograno, il pungitopo, il gelsomino arancione, il nespolo, i limoni e i pompelmi, il ficus, la cycas, l’acanto e le felci dolomitiche… c’è anche un’aspidistra: «fiorisce ogni dieci anni, ma l’ho vista fiorita una volta sola». Tra i vari alberi colpisce la presenza delle palme: le due più vicine alla casa le ha piantate la stessa Anna Maria, la terza ha sostituito un esemplare ancora più anziano, morto a causa del freddo nel 1963. «Era veramente imponente, forse è solo un caso ma una palma in quella posizione si vede già nella mappa del Bolzoni».