Associazione

Nadiya

Via Frescobaldi 54, Ferrara

Gelsomini, camelie, rose, ortensie, gerani, menta, glicine, palme, cactus, incenso, lauro, calle, ibisco giallo, blu e rosso. Quante piante diverse possono crescere insieme sotto un fazzoletto di cielo, incastrato tra i palazzi di via Frescobaldi?

Il giardino di Nadiya è piccolo ma strabordante. Conserva un aloe che ha 15 anni e viene dall’Argentina e piante che vengono dalla Crimea. Ma chi è Nadiya? Questo nome – che in Russia e in Ucraina significa speranza – è stato scelto per augurare un buon futuro a tutte le donne che nella vita hanno incrociato l’associazione che dal 2006, a Ferrara, si impegna per aiutare chi arriva da lontano per lavorare.

La storia di questa realtà è complessa. Comincia nel 2002 con un piccolo gruppo di 25 signore provenienti dalla Russia, dalla Moldavia e dall’Ucraina, che organizza le proprie attività insieme alla Fondazione Migrantes della Diocesi, e nel 2006 si costituisce in associazione autonoma. Inizialmente il supporto era rivolto principalmente a chi proveniva dall’Europa orientale, oggi le attività servono a sostenere tutte le donne che vivono situazioni di fragilità. L’accoglienza è rivolta più che altro alle assistenti familiari normalmente impegnate nella cura degli anziani ferraresi. Quando per motivi di salute non riescono più a lavorare rischiano l’indigenza ed il supporto di Nadiya in questi casi è fondamentale. L’associazione provvede ai bisogni primari nelle situazioni di emergenza, offre inoltre un punto di ascolto, percorsi di orientamento e di recupero delle risorse individuali, corsi di italiano e di formazione, sostegno nelle pratiche burocratiche e orientamento ai servizi. 

«Ho iniziato a occuparmi di questo giardino dieci anni fa, prima era solo uno spazio vuoto» racconta Gulia, che viene dalla Crimea e vive in Italia dal 2003, in questa casa dal 2006. «Mi hanno proposto di coniugare il lavoro con l’attività dell’associazione e così è stato. C’era bisogno di qualcuno che si occupasse dell’accoglienza. Tante donne hanno bisogno di un aiuto, alcune vengono a riposare, oppure pranziamo insieme. In questi anni sono passate da Nadiya quasi 3mila persone». Guia a casa sua, nel Sud dell’Ucraina, ha un giardino con tanti alberi da frutta, chi se ne occupa ora? Lei dedica ogni giorno almeno un’ora alle tante piante che abbracciano il piccolo scoperto di via Frescobaldi. «Devono trovare il loro posto, altrimenti danno problemi. Curarle e vederle crescere fa bene al cuore, mi danno sempre una mano anche le altre signore. La mia preferita è l’ibisco».

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