Palazzo

Mase Dari

Via Marangoni 11, Mantova

Non sempre si hanno chiare notizie rispetto ai giardini: chi li ha voluti, quando li ha creati, per quale motivo o occasione. Qui invece i dati sono tutti certi.

Questa elegante area verde è stata realizzata nel 1915, per volontà del Cavaliere Eugenio Mase Dari, per il trasferimento della famiglia a Mantova. Egli proveniva da Canedole, dove abitava in una grande corte agricola. Nel 1902 acquistò due palazzi, affacciati su quella che una volta si chiamava Contrada del Monte Nero, per farci studiare i figli. Dopo qualche anno decise di unire e ristrutturare gli edifici, così da poter abitare tutti insieme in città. La bella vera da pozzo, vicina all’ortensia quercifolia, è un ricordo della precedente abitazione. Altri souvenir la cui provenienza è più o meno misteriosa si trovano disseminati qua e là, come il tabernacolo in marmo contenente la copia della Pietà michelangiolesca, i putti e le ceramiche.

Il disegno delle aiuole è rimasto pressoché immutato dall’inizio del Novecento e molte delle essenze risalgono allo stesso periodo, come il calicanto e il kaki. Il pino è più recente, ha circa 45 anni: è stato acquistato per festeggiare il Natale e poi felicemente integrato. Sotto la conifera si vede ancora la bordura di convallaria japonica che una volta disegnava tutti gli spazi, sostituita poi parzialmente dai cordoli in pietra. Il muro che a sinistra chiude lo spazio è leggermente curvo: questo dipende dal fatto che una volta dall’altra parte – all’interno del palazzo che per molto tempo ospitò la sede della Gazzetta, di proprietà del Demanio – fu allestito un piccolo teatro all’aperto, con una scena semicircolare per le rappresentazioni.

L’alta parete in mattoni è ricoperta da una foltissima edera, tra la quale si insinua un raro e meraviglioso esemplare di passiflora incarnata. Da notare in fondo a destra, vicino al glicine, il bosso più che centenario. Tra le curiosità da non perdere c’è anche l’originale bonsai di fico, che vanta ormai 25 anni oltre che una buona produzione di frutti. Vicino al basso comodo che anticamente ospitava le stalle dei cavalli, accanto al cespuglio di lauro ceraso, si coltiva il piccolo orto, ricco di aromatiche. Tra gli ospiti che occasionalmente frequentano il giardino una menzione speciale va a un esuberante coppia di anatre selvatiche, che ormai da anni ogni primavera sceglie di trascorrere qualche ora di relax tra gli alberi di via Marangoni.

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