Chiostro di San Barnaba

Piazza Giuseppe Bazzani 1, Mantova

Raccolto e silenzioso, il chiostro di San Barnaba affonda le sue radici nel passato remoto della città. Al culto dell’apostolo – conosciuto inizialmente come Giuseppe di Cipro, predicatore compagno di San Paolo e martire – fu dedicato un oratorio già nell’860, ma in un sito diverso da quello attuale.

La bella ed elegante chiesa che oggi contraddistingue piazza Bazzani è stata edificata nel 1263. Il convento le si affiancò nel 1397, per volere di Francesco I Gonzaga, che affidò la gestione del complesso all’ordine dei Servi di Maria. Di quel periodo resta poco: il campanile gotico incompiuto e parte del chiostro. Bisogna immaginare all’epoca un luogo devozionale lontano dal cuore pulsante dell’abitato, eppure di straordinaria importanza, caro tanto alla dinastia regnante quanto agli abitanti.

Qui nel 1546 venne sepolto l’artista di corte Giulio Romano, la cui splendida abitazione privata si trovava a pochi passi dal sagrato, in via Carlo Poma. Purtroppo la tomba del geniale ideatore di Palazzo Te fu profanata e dispersa nel Settecento, quando si ristrutturò l’immobile e si ridisegnò completamente anche la facciata. Il cantiere come si può immaginare – dato il periodo particolarmente travagliato – non fu dei più semplici: avviato nel 1716 dovette interrompersi a causa della guerra di successione polacca, nel 1736 inoltre per sei mesi l’area scoperta venne utilizzata come scuderia e gli ambienti come magazzini.

Dopo molte peripezie l’architetto Antonio Bibiena riuscì a concludere l’opera, quindi a presentare una facciata nuova, contraddistinta dall’incontro di stili e tendenze diverse, dove l’essenzialità classica del rinascimento sale dal basso a incontrare verso l’alto il ricciolo morbido, tipico del barocco. Già nel 1796 però l’attività liturgica e la frequentazione dei fedeli dovette interrompersi: un pesante bombardamento colpì l’edificio, che nuovamente tornò ad ospitare paglia e cavalli, mentre nel convento venne allestito un ospedale di fortuna.

Ora che la pace e la preghiera hanno restituito a San Barnaba il suo carattere meditativo e assorto, vale la pena assaporare la placida bellezza di questo tranquillo brano di città. Passeggiare sotto gli archi che circondano il prato, osservare ciò che resta degli antichi affreschi quattrocenteschi, e meravigliarsi per la piccola sopresa verde che il complesso custodisce, sconosciuta ai più: un insospettato giardino segreto.