Le aiuole

di Livia

Borgo Bernabei 30, Parma

Tra le casette colorate e i vicoli del quartiere Oltretorrente, si nascondono gemme inaspettate, custodite con affetto, tramandate come si tramandano di generazione in generazione i gioielli di famiglia.

Benvenuti nel giardino della bisnonna Livia, della nonna Lina, della mamma Pina, di Barbara e dei suoi figli. Il disegno delle aiuole si deve alla bisnonna, così come tante delle piante che tuttora vi crescono: le begonie, le ortensie, le rose sono le stesse. Anche i mughetti ci sono sempre stati, e tutti i componenti della famiglia conservano almeno una foto scattata sulla panchina di pietra

All’area verde si accede salendo alcuni gradini, il terreno è rialzato e contenuto da un muretto costruito con tondeggianti sassi di fiume. Tra le essenze le prime a fiorire in primavera sono le violette di Parma, seguite dai giacinti selvatici, dagli iris, dalle camelie e dall’arancio squillante dei gigli di San Giovanni. A sinistra delimitano lo spazio il caprifoglio, la madreselva, la nandina. La parete a destra è coperta dalla vite canadese e dal glicine, che si protrae verso l’arco che anticipa la vecchia casa della nonna.

 La vasca con le ninfee è stata protagonista di innumerevoli giochi: i bambini allestivano attorno alla pozza paesaggi giurassici, percorsi dai dinosauri. I pesci rossi che vi nuotano sono stati vinti alla fiera di San Giuseppe, che a marzo trasforma la vicina strada D’Azeglio in un grande luna park. Ogni inverno l’acqua si ghiaccia, ma loro sopravvivono. Non mancano tra i cespugli sepolture informali, riservate al riposo eterno degli animali domestici. Il gatto Tigro – ultimo di una lunga tradizione – è arrivato durante il primo lockdown. Non ci ha messo molto ad eleggere la lonicera come propria esclusiva e privilegiata possessione: d’inverno si ripara dal freddo nascondendosi sotto l’arbusto, nella bella stagione si accovaccia in cima ai rami per controllare ciò che succede attorno.