Collegio di Sant’Orsola

Contrada della Rosa 23, Ferrara

Quanti ricordano, da piccoli, il Collegio delle Orsoline? Dopo lunghi anni di chiusura lo splendido complesso torna a brillare e il suo bel giardino – seppur cambiato – sicuramente saprà ispirare in tanti “ciroli d’na volta” memorie d’infanzia.

Venne costruito nel Seicento per i Padri Serviti, ordine mendicante che già nel 1399 si era insediato in città. All’epoca i frati avevano consacrato a Santa Maria Addolorata dei Servi il loro primo luogo di culto, nell’area dove secoli dopo avrebbe dovuto insediarsi la Fortezza Pontificia, nel Rione di Castel Tedaldo. Proprio per far posto alla grande struttura la chiesa venne distrutta, e si decise di costruire nel 1699 il grazioso edificio in stile tardo barocco che oggi si trova in via Cosmè Tura, e l’annesso convento. Dopo le soppressioni napoleoniche, il complesso venne affidato alle Orsoline, suore piuttosto atipiche perché fondate come compagnia laica. La loro originalità consisteva soprattutto nel proporre una terza via alle donne oneste che non volevano per forza rassegnarsi al matrimonio o alla clausura. Il loro voto era privato, rifiutavano la custodia del monastero, si impegnavano per la società. Le Orsoline si trasferirono qui nell’Ottocento, abbandonando la sede che avevano abitato dal 1647 in via Alberto Lollio, diventata poco funzionale.

La loro presenza è tuttora ricordata con molto affetto da tante famiglie, soprattutto perché comprendeva la gestione dell’asilo. «Il giardino era un posto speciale per i bambini, spesso quando c’era bel tempo facevamo merenda all’aperto», racconta Antonio, che oggi ha trent’anni. «C’era una parte verde con le altalene e strutture dove arrampicarsi, e una parte cementata con il campo da basket e altri giochi. Nell’orto non ci andavamo ma era ben fornito, curato dalla mitica suor Concordia, famosa per il dito mozzato, forse per un episodio di giardinaggio finito male. A chi si fermava a pranzo in refettorio venivano ovviamente rifilate le verdure. Nel cortile, quello col pozzo centrale, andavamo solo per le cerimonie, le premiazioni, oppure per le prove anti incendio».

L’attività si concluse nel 2002, quando l’immobile venne venduto a un privato, che ristrutturò gli ambienti per adattarli a nuove funzioni, abitative e lavorative. Oggi il giardino è disegnato dalle siepi di bosso, ombreggiato dai tassi. Al posto del campo da basket si trovano le aiuole, la lavanda, il rosmarino, l’alloro e il melograno. L’intervento non ha riguardato la chiesa che, nonostante nel 1944 abbia avuto il tetto bombardato, non ha mai interrotto la celebrazione liturgica. Attualmente è affidata alla comunità greco cattolica di Ucraina, guidata da padre Vasyl.

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