Interno Verde

67 | CORSO VITTORIO VENETO 26

I giardini di corso Vittorio Veneto sono tra i più recenti di Ferrara: nascono infatti nei primi decenni del Novecento, con l’urbanizzazione di una vasta area lasciata vuota dalla demolizione della Fortezza pontificia. Il quartiere ha iniziato a ripopolarsi attorno al vicino acquedotto monumentale progettato nel 1932 dall’ingegnere Carlo Savonuzzi, ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per le famiglie che abitano qui.

Corso Vittorio Veneto si dipana proprio a partire dall’imponente opera idraulica, che si distingue per l’ampiezza della prospettiva e per la lunga teoria di villini liberty, costruiti negli anni Venti. Il giardino al civico 26, dal carattere intimo e riservato, è protetto interamente dalle siepi, divise tra il gelsomino, il bosso e la vite americana, colorato dalle azalee e dai gerani.

In fondo a sinistra si incontrano le nandine, piante originarie del continente asiatico, diffuse dall’Himalaya al Giappone, dove vengono chiamate bambù sacro. Un ulteriore tocco d’esotismo arriva dal centenario cedro del Libano, l’unico in questa porzione di città, messo a dimora probabilmente nello stesso anno in cui fu costruita la casa.