Interno Verde

64 | VIA ALBERTO LOLLIO 15 | Palazzo Aventi

Palazzo Aventi venne costruito a metà del XVI secolo per volere del duca Alfonso I per Laura Dianti, che fu la sua amante dopo la morte della seconda moglie, Lucrezia Borgia, e che probabilmente sposò in terze nozze. La donazione del terreno avvenne nel 1524, e si dice che la vicinanza del Castello Estense con la nuova costruzione - chiamata all’epoca “palazzina della Rosa” - fosse funzionale all’incontro dei due: il duca pare si recasse dalla donna sfruttando un passaggio segreto. Qui Laura Dianti, conosciuta anche con lo pseudonimo di Eustochia, dopo la morte di Alfonso crebbe i due figli avuti da lui, la cui educazione venne affidata agli umanisti Giambattista Giraldi Cinzio e Pellegrino Morato. Si occupò di amministrare le sue proprietà - avendo ereditato anche la Delizia del Verginese - e si circondò di una vera e propria corte personale, frequentata da intellettuali e artisti.
In seguito la struttura divenne proprietà dei Bentivoglio, dei Bellagrandi, infine dei conti Aventi di Sorrivoli. Nel corso dei secoli l’edificio ha subito numerosi cambiamenti e ora la sua natura rinascimentale si può leggere esclusivamente nel prezioso soffitto ligneo rimasto nell’androne e in alcuni ambienti al piano terra. Il portale è stato realizzato nel Settecento, le decorazioni delle sale al piano nobile nell’Ottocento.

Da notare c’è sicuramente, oltre ai cassettoni decorati dell’ingresso, l’imponente lampadario in ferro battuto e, in giardino, i putti settecenteschi collocati vicino al grande bagolaro. Il glicine addolcisce l’atmosfera piuttosto severa della corte, protetta da un alto muro di cinta e osservata dalle costruzioni che più recentemente le si sono affiancate.

Note accessibilità: accessibile da via Armari e accessibile con accompagnatore da via Lollio 15. Da via Lollio è presente una soglia con doppio gradino in entrata e in uscita.