Interno Verde

46 | CORSO PORTA MARE 6 | Casa Hirsch

Casa Hirsch è un luogo eccezionale: per la storia di cui è stata protagonista, l’insolito carattere architettonico, per il grande parco che la circondava, di cui ora resta una ridotta seppure affascinante testimonianza. Il palazzo venne costruito negli anni Venti da Teresa Spadoni, che nel 1912 aveva comprato dal duca Lamberto Bevilacqua alcuni affacciati su Porta Mare, originariamente afferenti all’imponente Palazzo Mazzucchi-Bevilacqua. Dove oggi si trova la residenza a tre piani sorgeva una volta una costruzione dotata di orto e magazzino, definita dai registri come un fienile. I lotti confinanti vennero annessi in seguito e negli anni Venti occupavano insieme più di un quarto dell’intero isolato.
Renato Hirsch, industriale ebreo di origine tedesca, acquistò la proprietà nel 1924 per sé e la sua famiglia e, grazie a successivi acquisizione, riuscì a circondare il palazzo di un vero e proprio parco.

La sua biografia meriterebbe un attento approfondimento, perché offre numerosi spunti per interrogarsi e capire la Ferrara dell’epoca e la Ferrara presente. Minacciato e internato dal regime fascista, costretto a cedere i propri lanifici, venne riabilitato nel dopoguerra grazie all’attività per il Comitato provinciale di liberazione e infine nuovamente allontanato dalla vita cittadina. Si ritirò nel 1946 in Palestina, dove i suoi cari si erano già rifugiati.
Dell’edificio originale è rimasto poco: Renato operò una decisa ristrutturazione abbinata all’ampliamento. Influenzato dal clima di repressione, introdusse una serie di strumenti protettivi: strategiche vie di esodo e tanti nascondigli, addirittura un sistema idrico antincendio nel sottotetto, e un percorso interrato per collegare le cantine al falso pozzo in giardino. Per decorare gli interni chiamò le maestranze più capaci e utilizzò materiali ricercati, senza che il lusso fosse evidente dell’esterno. L’architettura che si può osservare dalla strada riprende gli elementi del rinascimento estense - scelta probabilmente suggerita dalle celebrazioni ariostesche celebrate nel 1928.

Il parco rivaleggiava per dimensioni con quello del vicino Palazzo Massari, si dice che ospitasse anche un campo da tennis e per questo si crede possa aver ispirato il romanzo di Giorgio Bassani, “Il giardino dei Finzi Contini” - così come su Renato Hirsch è stato tratteggiato, nei racconti dello scrittore, il personaggio del dottor Herzen.
I cancelli in ferro battuto furono commissionati agli artigiani di San Gimignano, i vetri che chiudevano la loggia furono raccolti dal fratello Giacomo tra le ville e le chiese della campagna ferrarese. L’area verde comprendeva orti e giardini, una serra per le piante e i fiori.

Il frazionamento della proprietà cominciò nel 1942, l’anno successivo la casa venne messa a disposizione del Partito Socialista e del Partito Comunista, i quali si insediarono in due piani distinti. Varie compravendite portarono allo smembramento, finalizzato a creare più unità abitative da cedere in affitto. Oggi solo una piccola porzione dell’immenso parco è ancora di pertinenza, ma qualche traccia del passato si può ancora incontrare: il muro merlato, il piccolo gazebo e gli arredi in pietra, come la vera da pozzo, le colonne e i capitelli.
Molti tra gli alberi più anziani sono stati abbattuti quando venne costruito il condominio Bonazzi - Bernagozzi, alla fine degli anni Cinquanta. Delle alberature coeve alla costruzione rimangono il bagolaro e il tiglio, oltre al bosso. La weigela, l’alloro, il platano, il pino e la metasequoia sono state insediate negli anni Sessanta dal proprietario Luigi Ceruti, agronomo, la cui competenza tecnica ha certamente favorito la cura delle piantumazioni. Gli alberi e gli arbusti più recenti sono stati selezionati nel rispetto dell’impostazione preesistente, scelti tra le specie autoctone e tra quelle esotiche già presenti nei giardini ferraresi di inizio secolo - come le palme, i banani, gli oleandri e i gelsomini.

Note accessibilità:non accessibile con carrozzine elettriche, all'ingresso è presente un gradino di circa 30 cm.