Interno Verde

27 | VIA UGO BASSI 30 | Casa Giglioli

Il giardino all’angolo tra via Ugo Bassi e via Savonarola appartenne a numerose importanti famiglie ferraresi: ai Trotti, agli Alfonsini, ai conti Rondinelli, ai conti Lucchesini, e infine ai conti Giglioli, antichissima casata nobiliare che affiancò e accompagnò gli Este nel loro percorso alla conquista di Ferrara. I Giglioli furono tra le tredici famiglie che supportarono l’ascesa della dinastia veneta, e la loro fortuna fu strettamente legata al servizio offerto. Si distinsero come abili amministratori, incaricati in ruoli pubblici di delicata importanza e responsabilità. Non ebbero la risonanza dei Contrari, dei Turchi e dei Bentivoglio ma la loro azione, direttamente rivolta all’amministrazione, li rese velocemente molto potenti. Oggi la proprietà è frazionata: parte è rimasta agli eredi, parte è stata recentemente venduta. Per avere un’idea di quello che può essere stata in passato – quando anche la facciata del palazzo risplendeva, affrescata con le vedute paesaggistiche e le decorazioni monocrome di Gerolamo da Carpi - bisogna osservare attentamente e allo stesso tempo lasciar correre la fantasia. Dal giardino, oltre la rete, si vede il retro della costruzione e quello che resta del grande parco, chiamato su alcune mappe da San Francesco, le cui dimensioni in epoca medievale erano decisamente importanti.

La famiglia Giglioli vi si trasferì nell’Ottocento, quando decise di tornare a vivere a Ferrara dopo i lunghi anni trascorsi nel feudo di Serravalle, dove aveva ripiegato nel 1598, anno in cui gli Este furono costretti a trasferire la corte a Modena. Nel 1848 qui fu ospitato il barnabita centese Ugo Bassi, patriota del Risorgimento, accolto dalla contessa Carolina Cicognara Giglioli. Il giardino oggi si caratterizza per i camminamenti sinuosi, che descrivono aiuole ben curate. Uno spazio verde che solo pochi decenni fa appariva molto differente. Alberi di grande stazza garantivano a tutto il parco una gradevole ombreggiatura: a testimoniarlo rimangono sulla sinistra gli imponenti alberi di Giuda, oltre la rete, e i cespugli di aucube. Ora un piccolo canneto, arbusti e alberi di ulivo decorano le aiuole insieme ai roseti.

L’abitazione subito sulla destra rispetto all’ingresso era, fino a qualche decennio fa, abitata dal personale che curava le necessità del palazzo. In fondo trovavano posto le stalle. La struttura alla sinistra della volta merlata era occupata al piano superiore da una piccionaia e al piano terra da una limonaia, per preservare le piante nei mesi più freddi. In fondo sulla destra il pollaio è stato riadattato a orto, coltivato a pomodori e calle. Un dettaglio da osservare: sul muro di cinta che costeggia via Ugo Bassi, vicino all’incrocio con Via Madama, si vedono tre finestrelle da seminterrato, molto simili tra loro, senonché quella centrale presenta un’inferriata un po’ discorde. Indizio che proprio da quel pertugio, nei secoli, veniva riversato il carbone dentro il palazzo, caricato su una rotaia e trasportato al centro della grande residenza, per scaldare gli umidi inverni ferraresi.