Interno Verde

11 | VIA GIUOCO DEL PALLONE 23 | Casa Minerbi

Al giardino vero e proprio si accede attraverso un atrio in legno decorato, austero ma non tetro. Nella leggera oscurità il bagliore della porta a vetri invita verso la luce di un piccolo paradiso. Qui l’attenzione viene subito catturata dalla cascata vegetale dell’anziana sophora, che sorregge il peso dei troppi anni appoggiandosi alla gabbia di ferro che la circonda, e sul poderoso frammento di lapide adagiato a terra. Addossate ai muri stanno alcune rose rampicanti, di cui una si prodiga in eccezionali contorsionismi del tronco, quasi a voler raggiungere i boccioli delle compagne più giovani.

Oltre la rete si vedono le chiome di alcuni grandi alberi che suggeriscono l’idea di uno spazio originale più arioso e vasto. Da notare il porticato – attualmente chiuso da una vetrata – sorretto dalle tre arcate in cotto: sui semicapitelli laterali si può ancora vedere lo stemma della famiglia Del Sale, mentre le formelle dell’archivolto centrale sono decorate con delle foglie. Il pregio della dimora è esaltato dalla finezza del giardino che abbina specie comuni come l’oleandro, l’alloro, gli iris, la thuja e l’ortensia ad altre più ricercate, come il calicanto, l’edgeworthia o il lillà delle Indie.

Affacciandosi da una finestra o da uno dei tanti balconi diventa ancora più evidente l’armonia del verde, impreziosita dai numerosi vasi, dalle belle gerle e dalle vestigia architettoniche disposte ad arte per formare una bianca isola di antichità. Le varie aree si distinguono per piccoli dislivelli, non progettati ma sapientemente modellati dalle stratificazioni del tempo, dov’è possibile riscoprire il tempo dell’otium.